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In barba ai ricordi

La mattina di oggi pare davvero una come tante altre, ma nella vita di Memo Ricordi sta cominciando qualcosa di davvero particolare. Lui certo non può ancora prevedere tutte le conseguenze del suo gesto, anche se le sue azioni, da tempo, lo hanno portato a questa inevitabile situazione. A quel passo tanto grave e importante per sé e per tutto il genere umano.
Tagliarsi la barba.
Vien da ridere. Milioni di uomini, ogni giorno, si radono e non influenzano certo, col loro comportamento, il resto del genere umano. Al più, incrementano il mercato dei produttori di rasoi, lamette, creme da barba, dopo barba, emollienti. Passo tanto grave, dunque? Vien da ridere. Eppure.

DUDY 2D

È stato sempre difficile, per Dudy, vivere con se stesso. Sempre preso in giro, sempre deriso, sempre con il bisogno di doversi nascondere, di farsi vedere poco a giocare, pronto ad evitare il più possibile feste, incontri sportivi e non. Con il cuore sempre in allarme e spesso preparato, anche se mai allenato abbastanza, a ricevere una risatina o una pernacchia, sia a scuola che al campetto di calcio, ma anche al cinema o in giro per il centro.
Perché? Perché lui è un bambino grassottello, ciccione, insomma; e la sua figura pare sia poco piacevole a vedersi, almeno così lui crede. E nessuno prova a dimostrargli l’incontrario. È un dato di fatto che il bullismo dei suoi compagni è davvero insopportabile e i suoi coetanei non fanno altro che mortificarlo.

Io sono Giallo

I libri comunicano tra di loro.
È una scoperta che loro stessi hanno tradotto in splendida realtà, da poco. Da quando hanno compreso di avere molto da dirsi.
Sì, un giorno hanno avvertito il bisogno vitale di farlo!
Se così non fosse stato, oggi ogni libro non penserebbe che a leggere se stesso, e stop!
Al punto da arrivare a conoscersi troppo. Ad aversi in odio. A sfogliare le proprie pagine alla nausea.
Un libro che troppo legge solo se stesso e non si preoccupa di comunicare con altri, di leggere altri volumi, che ricorda solo le proprie pagine a memoria, è destinato a fare una brutta fine…
Vale la regola che un libro di sé non ne può più, dopo essersi letto una decina di volte: stanco di sentirsi, vorrebbe che le parole di cui è composto svanissero…
Senza il nuovo metodo, il classico libro, composto da una copertina, da un titolo e parole sempre le stesse, avrebbe emozioni e sensazioni sempre uguali.

Misto Traparentesi

Tra parentesi, devo tenerlo tra parentesi, abbracciarlo avvolgerlo, isolarlo, raccoglierlo. Tra parentesi e io mi chiamo Traparentesi… forse questa è una cosa che posso fare solo io… fantastico. Domani torno in Centrale e vedremo chi se la riderà. Ma…ma prima voglio vedere se la cosa funziona con altri oggetti.
Non sa quale abbracciare con le sue mani. E’ confuso. Indeciso e, come spesso gli succede, si rifugia nella foto del papà morto, a cui tanto è affezionato. Spesso prega davanti a questa foto. E ancora una volta lo fa, certo di averne conforto.

Man Mano che

Man mano che si scende il paesaggio cambia e nuove forme di vita si propongono.
Sembra impossibile, ma si può vivere anche sotto forma di mano.
HAND LAND è una terra dove le mani hanno cominciato ad esistere quando ancora l’uomo non c’era.
Una mano di quel Mondo riesce a vivere senza corpo anche se, alla lunga, ne sente il bisogno.
Le mani di HAND LAND sono un mito che molti ancora non vogliono riconoscere, ma che presto diverrà una realtà per gli umani.
Camminare per una mano non è difficile. Lo fa con indice e medio, proprio come quando un bambino, per gioco, usa la sua per fingere di giocare con un soldatino che cammina sulla tavola o sulla coperta del letto.
Dato che le mani degli uomini hanno l’indice più corto del medio, camminano zoppicando. Le mani di HAND LAND, no.

Biciclette e loro vita

Eddy, l’ingegnere-detective, sa che il mondo delle biciclette sta prendendo la sua rivalsa. Da anni bistrattate dalle automobili, investite, uccise da queste, ora le due ruote stanno prendendosi qualche rivincita. Le biciclette hanno una loro vita e non la vogliono più condividere con quella degli uomini. Pedalano da sole. Sempre più biciclette solcano le strade e sempre meno uomini le possono utilizzare. L’uomo, per reazione, si è definitivamente votato alle sue automobili. Ma le auto, si sa, sono senza vita, senza soffio vitale. E anche l’uomo si è spento, abbandonando la bicicletta. Le bici invece respirano e hanno anima. E ognuna fa propria una indole che è stata un tempo propria dell’essere umano.

È stata felicità

La cosa che mi è sempre piaciuta di Lei è il suo modo di porgersi con gli occhi.
Con gli occhi riesce a dire e a far tutto. Quando ti guarda ti fa sentire come se avessi vent’anni, anche quando ne hai cinquanta.
Lei ti cerca con gli occhi e l’amore del primo giorno è l’amore di tutti i giorni.
Quando l’ho incontrata, la mia attenzione si è fissata su quegli splendidi occhi azzurri.
Ricordo di essere rimasto incollato, per degli interi interminabili secondi, al suo volto, prima che Lei mi dicesse una qualunque banalissima frase.

Un uomo tutto d’un pezzo

Una cellula tumorale può essere tolta da una persona malata, con una tecnica a puzzle nota a pochi, e può essere sostituita con una MACROCELLULA, con caratteristiche di immortalità.
Il processo tumorale si rallenta, ma non si ferma. Occorrono MACROCELLULE immortali con la giusta percentuale di telomerase per arrestare il tumore!
Dunque, una persona sana, fatta di MACROCELLULE immortali vivrà in eterno!
Pietro Gram, ideatore della Teoria MACROCELLULARE, l’uomo tutto d’un pezzo, in punto di morte, invita Carlo Tasselli, Commissario, amico ai tempi dei licei, al suo capezzale. Gli chiede di far chiarezza, di indagare. Su cosa? Sulla sua morte, che sente vicina e sulle ragioni che spingono il Telomerase Institute a portare avanti le ricerche in un modo misterioso.

Una Strana Scuola

Una Strana Scuola è davvero strana. Si sposta, parla, pensa, ha paura, è felice, come un essere umano.
Combatte con lo svogliato aiuto dell’amico detective CIO’ MICAVOGLIA contro il Segretario Generale che la vuole radere al suolo per farne un ipermercato; lotta contro il potere dei Buchi Nei che annientano le menti di alunni e insegnanti; si dispera nel sentirsi prigioniera di una melefica rete informatica che ha preso possesso della sua struttura.
Ma poi ce la fa…

Ho sempre allevato matite

Un tavolo da disegnatore. Non come tutti gli altri. Pare un plastico. Città, fiumi, monti, laghi, pianure, praterie. Tutto diviso come si trattasse di intersezioni di meridiani e paralleli. Ogni riquadro è abitato. Non da animali, piante … sì anche da loro, perché raffigurati, ma … i veri abitanti sono matite, pennarelli, pastelli. Loro “pascolano” in questi riquadri. Scorrono liberi, nutriti dalla fantasia del disegnatore. E quest’ultimo si dedica tutto il giorno al loro allevamento. Si tratta di abituare le matite di città a disegnare scene e particolari della medesima. Matite campagnole devono imparare a disegnare piante, fiori, mucche e cavalli. Matite di montagna a ritoccare cocuzzoli innevati e nuvole. Matite di fiume a ritrarre schizzi d’acqua impetuosi e pinete. Di lago, pesci e animali di ogni tipo … C’è anche la matita di mare … Lei è quella che si immerge. Bravissima a disegnare balene.. E il fumettista vive lì. Su un tavolo. Direte, che spazio ristretto, che prospettive limitate … Ma stiamo scherzando, vero?